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Storia della biblioteca

La biblioteca: cenni normativi ed utilizzo formativo.

Spesso anche gli addetti ai lavori (docenti, dirigenti, personale della scuola in genere) si chiedono realmente a cosa serva, oggi, una biblioteca scolastica, se cioè essa non debba essere considerata un impolverato luogo, anzi “deposito”, di libri e materiale cartaceo ormai desueto. Con queste brevi note cercheremo di ri-tratteggiare la “forza formativa” della BS alla luce della normativa vigente e del mutato, tecnologizzato, panorama culturale contemporaneo.

Dalla normativa ad una prima definizione terminologica.

Non tutti probabilmente ricordano che l’art.158 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado, richiamando il c. 1 dell’art. 241 del T. U. n. 577/1928, recita testualmente che “Ogni classe elementare, esclusa la prima, ha una biblioteca scolastica per uso degli alunni” e, al terzo comma, che “Al mantenimento e all’incremento delle biblioteche di classe si provvede anche con: a) sussidi delle province, dei comuni e dei altri enti locali; b) con eventuali donazioni e lasciti privati”. Tali sottolineature richiamano la necessità e l’obbligatorietà per le scuole e gli enti territoriali di creare e far crescere la Biblioteca scolastica (da ora BS), disposizione che nel tempo è stata però ridotta a semplice affermazione. Essa pare non aver trovato negli ultimi anni, anche a livello normativo, un grosso spazio, accantonata forse per far posto a tematiche che, di volta in volta, sono state ritenute fondamentali in quel periodo storico e/o in quella temperie culturale. Nei Programmi del 1985, ad esempio, si trovano pochi accenni alla BS, vista essenzialmente come occasione di avvicinamento al libro e ai luoghi che li conservano (librerie, biblioteche, archivi). Allo stesso modo, nei documenti prescrittivi e facoltativi della Riforma Moratti si trovano pochissimi accenni alla BS. Nello specifico, nelle vigenti Indicazioni Nazionali per la scuola primaria il termine si ritrova negli O.S.A. per l’educazione alla Convivenza Civile (Educazione alla cittadinanza), ma solo in rapporto ad una fruizione corretta e costruttiva dei servizi del territorio, di cui essa costituisce parte integrante ma non essenziale. Solo nelle Raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni nazionali per la scuola primaria si trovano poi dei riferimenti precisi, laddove, nel paragrafo Laboratori e Gruppo Classe, si precisa che per l’Italiano  “si può progettare una Biblioteca, in cui all’attività di lettura facciano seguito occasioni di schedatura, di manipolazione dei testi originari, di predisposizione di percorsi di lettura/ascolto per i compagni più piccoli della scuola, ecc”. Il binomio biblioteca-territorio è quindi quello maggiormente citato nei documenti ufficiali, limitandone, e di tanto, la valenza formativa, relegando la BS ad un’appendice dei servizi extrascolastici.  

Il solo intervento normativo organico, seppur limitato nel tempo, degli ultimi anni è stato il Programma per la Promozione e lo sviluppo delle biblioteche scolastiche” (PPSBS), contenuto nella C.M. n. 228 del 5 ottobre 1999, probabilmente collegato al  “Manifesto dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) sulla Biblioteca Scolastica”, sempre del 1999. Con quest’ultimo, a livello internazionale, si è inteso valorizzare il ruolo della BS che viene definita come una struttura, parte integrante del processo educativo, che “fornisce servizi, libri e risorse per l’apprendimento che consentono a tutti i membri della comunità scolastica di acquisire capacità di pensiero critico e di uso efficace dell’informazione in qualsiasi forma e mezzo”. In questa prima definizione si parla di membri della comunità scolastica, in quanto la BS è destinata a provvedere alle esigenze di lettura e di studio degli alunni, senza nessuna distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua, condizione sociale, ma anche a fornire agli insegnanti, e al personale scolastico in genere, sussidi utili per il proprio aggiornamento professionale. 

Ma come deve essere questa biblioteca?

Un contributo essenziale alla definizione della struttura generale e degli spazi di cui dovrebbe essere composta la BS proviene dalle Linee guida per le biblioteche scolastiche, pubblicate dall’IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) che, già  nel 1995, suggeriscono che:

  • "Ogni edificio scolastico nuovo dovrebbe comprendere una biblioteca. (...) Nel progettare la biblioteca (...) va considerato il suo bisogno futuro di espansione ed è consigliabile pertanto ubicarla vicino ad un'area esterna che possa essere convertita in locali aggiuntivi.
  • In un edificio scolastico vecchio la biblioteca può occupare aule in disuso, aree da ristrutturare costituite da mense, palestre, atrii con annesse aule, oppure può essere ubicata in un edificio annesso alla scuola. Chi progetta la biblioteca partendo da simili situazioni deve cercare di raggiungere gli stessi standard richiesti per una scuola nuova.
  • Nella progettazione preliminare dovrebbero essere previste soluzioni per gli studenti handicappati (...)
  • Una biblioteca contigua o vicina alla scuola non dovrebbe essere in genere essere considerata una biblioteca scolastica, a meno che non ci sia un accordo basato sui seguenti punti:

1.Impiego di personale qualificato ad operare in una biblioteca scolastica; 
2.Raccolte appropriate all'uso scolastica; 
3.Autorizzazione dell'amministrazione a frequentare la biblioteca durante l'orario scolastico per studenti ed insegnanti.

  • La biblioteca scolastica dovrebbe essere ubicata al pianterreno ogni qualvolta sai possibile, tale ubicazione dovrebbe facilitare lo spostamento di materiale in ogni circostanza e soprattutto nelle aule in modo che i servizi della biblioteca si svolgano sia all'interno delle classi che nella biblioteca stessa. (...)
  • (...) essa dovrebbe essere , se possibile, lontana da fonti di rumore (...).
  • Tradizionalmente l'area più grande della biblioteca, solitamente quadrata o rettangolare per facilitarne la supervisione, è chiamata sala di lettura (...). Lo spazio raccomandato per quest'area è di 3,72 mq per utente (...). Gli studenti su sedia a rotelle devono riuscire ad utilizzare gli spazi di passaggio (...).
  • L'entrata e l'uscita dovrebbero essere segnalate (...).
  • Il banco informazioni dovrebbe essere visibile dall'entrata e localizzato vicino agli strumenti bibliografici, a quelli di consultazione e specialmente al catalogo centrale di tutto il materiale della biblioteca. (...)
  • I mobili della biblioteca dovrebbero essere solidi, (...), appropriati all'età a alla statura degli studenti (...)
  • Le sedie dovrebbero essere ragionevolmente comode (...)" .

Questi parametri sono stati ripresi quasi integralmente nella sezione Infrastrutture e disponibilità di spazi del PPSBS.

La biblioteca scolastica nel P.O.F.

Un’approfondita analisi del ruolo della BS invita a non limitare l’attenzione alla funzione tout court della biblioteca nella realtà scolastica, ma ad indagarne e a svilupparne la relazione stretta intercorrente con l’offerta formativa della scuola, chiamando in causa direttamente il processo dell’autonomia scolastica con il suo carico di potenzialità progettuali e decisionali. Colloca, cioè, la questione biblioteca all’interno dell’attuale contesto, che vede le scuole non più “organi” che trasmettono contenuti disciplinari, selezionati sostanzialmente altrove attraverso i Programmi, ma vere e proprie agenzie formative, a cui si riconosce la capacità di definire, realizzare e verificare un percorso formativo almeno in parte proprio, in relazione alle caratteristiche degli alunni affidati e alle istanze sociali e culturali del territorio per

·  legittimare pedagogicamente ogni iniziativa,

·  dare unitarietà all’insieme dei progetti scelti,

·  quindi, dare coerenza concettuale a tutto l’impianto curricolare.

Il P.O.F. rappresenta per gli utenti interni ed esterni una proposta che amplia e diversifica le possibilità di scelta, certo sempre all’interno di un quadro organico coerente. Il P.O.F. è il luogo di ideazione di ciò che la scuola si propone di compiere o di essere e delinea le condizioni per trasformare ciò che è in ciò che si vorrebbe essere. La presenza della biblioteca all’interno di una istituzione scolastica non costituisce e non deve costituire un fatto casuale, un’esperienza marginale, ma deve essere l’espressione di una progettualità consapevole, il risultato di una scelta condivisa, della capacità di orientamento valoriale della scuola. La biblioteca può diventare, quindi, oggetto speculare del progetto formativo d’istituto,  il riscontro di un processo di ricerca continuo, di un work in progress segnato dalle caratteristiche dei soggetti che l’hanno pensata, la attuano, l’implementano e la usano.

La biblioteca scolastica, che sta pian piano ampliando i suoi orizzonti diventando un centro multimediale di risorse in cui si trovano anche audio e videocassette, Cd audio e video, DVD, personal computer, ecc., mantiene sempre la sua caratterizzazione di luogo privilegiato dei libri, spazio speciale di accesso alla lettura e di stimolo all’informazione, e si connette strettamente ai principali obiettivi istituzionali della scuola, impegnata, in questa stagione storica, nello sforzo di innalzare la qualità dell’apprendimento. La creazione dello spazio biblioteca all’interno della scuola rappresenta senza dubbio uno strumento di amplificazione delle possibilità di raggiungere con successo le finalità formative, una risorsa preziosa per lo sviluppo e l’evoluzione della stessa istituzione.

Ma, oggi, quali sono i reali vantaggi derivanti dalla presenza e dall’utilizzo di una BS?

La biblioteca scolastica come laboratorio.

La biblioteca, pensata, costruita e presentata come un ambiente altamente positivo, gradevole, ricco di proposte, capace di stimolare la libera iniziativa di toccare, sfogliare, leggere, raccontare, guardare, scoprire, sognare, assume la configurazione di un laboratorio, dovegli alunni sperimentano una metodologia interattiva, coinvolgente, dove diventano realmente protagonisti e artefici della personale esperienza di lettori, costruttori del proprio sapere e responsabili delle scelte che compiono, sotto la guida sicura, competente, ma discreta, degli insegnanti o di figure professionali esperte, ove presenti. Infatti, essi possono organizzare le proprie letture, esercitare l’autonomia di scelta e di orientamento. La possibilità del prestito aumenta notevolmente questa opportunità.

Così intesa, la BS diventa centro di partecipazione e di opzione collettiva delle conoscenze, perché favorisce lo scambio di informazioni e la socializzazione delle conoscenze stesse. Permettendo di ritrovare negli scaffali i testi già letti, essa diventa per gli alunni un luogo importante di documentazione del proprio percorso di “lettore”: è un’occasione formativa di costruzione della propria identità. Ancora, attraverso l’attività di costruzione del libro essi possono acquisire la consapevolezza che l’ambiente-libro ha alcune regole di costruzione e smontaggio, codifica e decodifica. La BS si trasforma così in spazio creativo, dove la riflessione e la rielaborazione delle idee, delle soluzioni narrative, anche in forma di gioco, tra i bambini e tra gli insegnanti e i bambini diventano condizione necessaria. E’ anche luogo di ricerca delle risorse informative, che offre la possibilità di acquisire la consapevolezza della ricchezza di informazioni esistente nei libri, dove il testo scritto permette la comunicazione con l’autore, con la civiltà a cui il libro appartiene, col mondo dei messaggi culturali, con la poesia, la scienza, la storia. Attraverso il libro passa il contatto con la descrizione, la via alla comprensione della realtà.

Paradossalmente, attraverso la lettura piacevole di un racconto, di fiabe, il bambino, astraendosi dal mondo, riesce a trovargli un senso.

E se l’accesso è aperto anche nelle ore extracurricolari, la BS può diventare uno “spazio privato”, un angolo per il proprio immaginario e i propri interessi…

Il ruolo attivo affidato alle esperienze di classe contribuisce notevolmente anche alla capacità di orientamento nella grande biblioteca: aiuta a decodificare le logiche di catalogazione, ad affrontare l’universo dello schedario, a capire la dislocazione degli scaffali nello spazio e il significato delle stesse sale di fruizione.

In questo modo i bambini familiarizzano coi libri, imparano ad utilizzarli, a consultarli, a sentirli come risorsa  preziosa per la propria crescita esistenziale e culturale, anche senza la “consegna” dell’insegnante. Imparano ad amarli, diventando lettori esperti. La BS permette altresì la promozione sinergica della competenza comunicativa come capacità di utilizzare i diversi codici linguistico-espressivi attraverso raccordi interdisciplinari e l’uso di più media per l’apprendimento. Usare le tecnologie, in particolare l’informatica, per catalogare e facilitare la consultazione e la registrazione dei prestiti e per avviare forme di ricerca bibliografica con il computer, permette, infine, di introdurre attivamente le tecnologie informatiche in un ambiente che può apparire amorfo e superato. 

Biblioteca magistrale e degli alunni della "G. Rodinò".

Muovendo da questi assunti normativi e teorici, è in corso da qualche tempo il riordino della biblioteca magistrale, il cui contenuto è ormai archiviato digitalmente. Essa è situata nell'aula magna dell'edificio Rodinò e, dopo un periodo di relativo poco uso a causa dei lavori di ristrutturazione dell'edificio, sta riassumendo sempre più la dovuta centralità a livello culkturale. In essa sono contenuti circa 450 volumi, che coprono un ampio periodo storico, a partire dall'Ottocento e dai primi anni del Novecento. Ne è previsto l'ampliamento e la sistemazione congrua al fine di renderla realmente fruibile non solo al personale ma anche alla cittadinanza. 

Per quanto concerne la biblioteca per gli alunni, sita nell'aula n. 3 del plesso Rodinò, è in corso di amplimento e di indicizzazione. Essa comprende circa 200 volumi ed è in corso di ampliamento conninuo con contributi provenienti da privati e/o da ienti pubblici e trova da alcuni anni utilizzo, pur se discontinuo, da parte di alunni impegnati in progetti di educazione alla cultura.

Essa comprende anche vari volumi alla cui stesura hanno attivamente collaborato, nell'ambito del progetto BIMED, anche varie classi di scuola primaria.

I volumi sono consultabili anche da persone esterne alla scuola previo appuntamento da fissare con l'Ufficio di Segreteria.